News from Brit.

Ora, è il caso di tenersi saldamente alla sedia, prima di scoprire questa notizia. Uomo avvisato mezzo salvato.
Britney e Justin si sono lasciati. Da un bel pezzo poi.
Se qualcuno è caduto, io avevo avvisato eh!
Comunque, accadde che J, stufo della vita da fuorisede con coinquilini fricchettoni annessi, avesse chiesto a B di convivere.

Le cose non andavano già bene, racconta Brit, perchè lui era geloso dei miei nuovi amici e non voleva che uscissi con loro. Ma se uscivo con lui non voleva mai fare niente di divertente, non voleva mai andare a ballare e io invece si. Era diventato noioso e pesante. Quando mi ha chiesto di andare a cercare una doppia con lui io ho detto macheseimatto? (nel dire queste parole prende un respiro tragico/sorpreso/spaventato e acutizza -si dice acutizza? vabè si capisce- la voce, tipo quel tono da oddiocheschifo o oddiochepaura).

Ora Brit, non contento del suo impiego da palmare runner, si è dato alle Public Relations, organizzando feste per gay-emo-lesbiche adolescenti napoletani di pomeriggio insieme ai suoi nuovi amici discotecari.
Tra l’altro, è da segnalare una new entry: infatti vaga per casa, sporadicamente, il NuovoTizioConL’OrecchinoAlNaso NTCLOAN, secco come un ramoscello spezzato e con una capigliatura degna dei migliori disadattati delle chiese gemelle a Piazza del Popolo. E’ uno dei “nuovi amici”. Povero Just, aveva capito tutto lui.
Con lui vanno a ballare al Gay Village (MA NON PERCHE’ SIAMO GAY, MA PER LA MUSICA… SAI, Lì METTONO QUELLA CHE PIACE A NOI, TIPO LADYGAGA E BRITNEYSPEARS -quella vera ndr-) e si divertono da matti a ballare sul cubo, a quanto dicono.

Fun fact: ieri, disperato, guardava un pantaloncino e sospirava.
Mi sono avvicinata vedendolo afflitto e gli ho chiesto: “Che t’è successo Brit?” E lui:”Guardaaaa” lagnandosi.
Nel retro, c’era uno strappo che andava lungo tutto il sedere, vicino alla tasca.
“Come diavolo hai fatto?”
“Eh – continuando con la voce lagnosa – uno mi ha messo le mani nella tasca, io mi sono spaventato, e si è strappato tutto… Il mio short (???) preferitooooo”
“…”
“Comunque non ci vado più al Gay Village, sono proprio assatanatiiii…”

Povero Brit, come farà adesso?

UPDATE: Ieri è tornato finalmente a ballare… la samba e la rumba vicino al gay village.

Come l’ultimo giorno di scuola

Giovedì ho fatto un esonero. L’ultimo esonero della mia triennale, per la precisione.

Ero seduta accanto a O Napoletano che, da bravo napoletano, scriveva una poesia, in napoletano, neomelodica-style. E mi parlava.
N: “uè uè Elìsss, ma ti rendi conto che ora, proprio ora, è l’ultima volta che staremo tutti in unh solh aulh?”
E: ” Ah Napoletà, te prego, già c’ho ll’ansia, nun te ce mette pure te.” (si quando sono in ansia mischio tutti i dialetti che mis-conosco e ne faccio un tutt’uno senza logica alcuna).
N: “Sì però, che tristezza, ma c pens? L’anno prossimo qualcuno sarà andato avanti, qualcuno sarà ancora in trìennal e qualcuno se ne andrà da Roma. Non sarà più cùm à prìmh.”
E: “Ecco, grazie. Vòn esame anche a te. Ma piuttosto, come ce li scambiamo sti foji? E se cce vecca?”
N: “Oh Elìsss, ma di che ti preoccupi? Sono napoletàno o no? C penso io alle magagne, tu famm copià.”
E: “Apposto.”

ore 11:30, la stessa mattina.

Scena: cortile dell’Università, muri grigi, cielo grigio, pioggia che-smette-non-smette, Elis e stretta nel suo trench con 10 kg di libri in borsa.
E (al telefono): “Oh Marì ma che fine avete fatto?? E’ mezz’ora che v’aspetto”
M: “Zitta lagna, ché ti vedo. Tu e il tuo trench da Emma Watson.” -e qualcuno ancora si chiede perchè io la ami alla follia-
La vedo arrivare, con diecimila borse pesanti, un foulard a pois legato al collo e l’auricolare del cellulare pinzato sulla giacca.
E: “Dove te ne vai, donna glamour in carriera, a fare l’operatrice di call center?”
M: “Zitta vah, che il telefono mi abbandona: ora si sente solo con l’auricolare.”
E: “E Claudial’amicatua (che è anche amica mia, ma è universalmente nota come Claudial’amicadiMaria) che fine ha fatto? Ha dato bidone anche oggi?”
M: “No macchè, è andata a litigare in segreteria per il tirocinio.”
E: “Bene, la rivedremo -forse- oggi pomeriggio. Cerchiamoci un’aula.”

ore 15, -3 all’esame.

Claudial’amicadiMaria: “Bene, ora che abbiamo finito di cazzeggiare, che ne dite di studiare un po’?”
E e M, in coro: “Naaaaaaaaaaah”
E: “Tanto, ormai… Senti, ci fa tenere i libri per le tavole statistiche, puoi sfogliare quanto vuoi.”
M: “Ci siamo scritte le pagine per ogni argomento… sono domande di teoria, per cui le cerchi e le segni.”
E: “E siamo tanti, saremo tutti attaccati.”
E e M, in coro, ancora: “E SIAMO AL SECONDO TURNO”
C(adm): ” Oh, avete rotto le palle con sti coretti saccenti! Sembrate PincoPanco e PancoPinco, in versione criminale, per giunta”

ore 16, il primo turno entra.

Noi da fuori a guardare le facce. Una legge il labiale e annuncia: “Ah ragà, è tragggica”. Panico.
Dopo due minuti esce una ragazza e ci lascia con un NO COMMENT e le lacrime che scendono.
Tutti si chiedono se restare.

ore 17, esce la seconda ragazza.
Con un foglio in mano,  fa segno a tutti di allontanarsi dalla porta e seguirla.

Ragazza: “Allora. I compiti sono due: A e B. Le domande sono le stesse ma in ordine sparso. Le risposte della A sono: ACCDB…, mentre quelle della B sono : CDDA…”

ore 18, entra il secondo turno.

ore 18.05, tutti hanno finito il compito ma fingono di svolgerlo ancora per non destare sospetti. Qualcuno ricontrolla le risposte.

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Questa casa non è un Poligono!

Vivendo con 5 uomini si sa, ci sono cose che bisogna tener sempre presenti; come ad esempio la loro infantilità e la loro proverbiale pigrizia in svolgere compiti ritenuti femminili.

Ora, sapendo io queste cose, non avrei mai dovuto permettere che accadesse quello che vi sto per raccontare.

Sotto Natale io, Pì e suo fratello Sher, siamo andati al tradizionale mercatino di Natale di Piazza Navona. Giocando alla bancarella del tiro a segno abbiamo guadagnato punti sufficienti per avere un premio: o un dolcissimo quanto inoffensivo peluche o una pistola a pallini. I due – finti gentiluomini – hanno lasciato a me la scelta, guardandomi però con gli occhioni da GattoConGliStivali di Shrek. Io, intenerita, ho optato per la pistola. Non l’avessi mai fatto!
Arrivati a casa, tutti a sparare allegramente contro qualsiasi cosa! Però – a loro dire – era poco divertente, in quanto non potevano spararsi l’un l’altro.

Sembrava che tutta la smania per la pistola fosse passata – anche perchè erano rimasti pochi pallini – quando è arrivato il compleanno del Niccoloide. Mi sarei dovuta insospettire quando Pì si è offerto di andare a comperare lui il regalo, ma no, io pensavo lo facesse per gentilezza… che stupida!

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E ci riprova

Su di me tutto si può dire tranne che io sia una persona costante.
Ho già avuto diversi blog, tutti caduti in disuso.  E di certo, questo non sarà da meno.

Però ho sempre avuto questo il dei blog, e dei bloggers. Mi piace molto l’idea di dire al mondo. Cosa, non importa. In fondo tutto è relativo, ed ognuno la pensa come vuole.